Cerchi nel Grano e teoria della Vista di Leucippo

crop e avatar 1

Ho visto come tanti -Avatar-,  mi è piaciuto, molto. Ma a distanza di mesi c’è una scena , una delle

ultime del film ,che spesso mi insegue, riaccendendosi nella mia mente a volte inaspettata . E’ il

momento in cui Neytiri , figlia del capotribù Na’Vi per la prima volta osserva le vere sembianze del

marine Jake Sully . In quell’occasione difficile, quasi mortale, i due, legati ormai da un’amore vero,

così forte da trascendere razze, mondi , e interessi di qualsiasi sorta uniscono i loro sguardi e si

scambiano attraverso pochissime parole un segno incredibilmente profondo della loro presenza,

della loro vita, del loro sentirsi uno .Entrambi ,sfuggiti per un soffio ad una morte ingiusta , si

diranno….. -Io ti vedo-. Ecco -quell’io ti vedo- per mesi ha attraversato la mia mente conscio di

come quel – vedere- fosse, anche , per tutti i nativi del nostro di pianeta, qualcosa di estremamente

importante, unico , speciale ,inevitabile. Il vedere con intensità , con amore, con passione , era

quindi qualcosa di diverso dal come noi oggi osserviamo le cose, le persone, gli eventi della nostra

vita. E allora vorrei porre alla vostra attenzione, sempre con il vostro ricercato consenso, una teoria

che millenni fa illustri atomisti greci come Leucippo o Epicuro tanto si prodigarono nell’affermare e

diffondere, riuscendo a spingerla fin sulle sponde conoscitive del Rinascimento .E sapete cosa

diceva la teoria della –vista- greca ?Qualcosa di meraviglioso direi unico , ma estremamente utile

anche in un caso come il nostro, in cui si dovrebbe parlare –solo- di crop , un –solo- che per chi

segue la mia rubrica saprà essere aperto a tutto ciò che riguarda la millenaria e sconosciuta storia

umana. Ebbene Leucippo sosteneva che ogni qualvolta un uomo osserva una –forma-, la luce si

assume l’onere e l’onore di staccare da quella forma un sottilissimo strato di atomi riproducenti la –

forma -stessa . A questo punto, aggiungeva, sempre la luce trasporterà tale vestigio atomico

attraverso i nostri occhi direttamente nei sensi, come nell’anima . Ciò scatenerà sensazioni tali

nella nostra mente da trasformare quel sottile velo di una forma, in un’immagine mentale

indelebile. Quindi in passato il vedere, non era solo un’osservare, ma un assumere, un

condividere, un assorbire, un unire a noi ciò che ci circonda, trasformando lo –stesso- in puro

pensiero, immobile,  indelebile, eterno. Compito della cosa osservata, dicevano sempre i greci, era

quello di  ripristinare gli atomi persi attingendoli dall’esterno o meglio, prendendo energia

dall’Etere. Immaginate ora quell’-io ti vedo- fra due persone che si amano, immaginatelo nella

tradizione nativa americana fra due uomini che si stimano sia come amici che come nemici e forse

riusciremo ad avvicinarci al motivo per cui sempre i nativi non volevano lo loro immagine

immortalata in uno scatto fotografico. Si può infatti condividere la nostra vista con ciò che è vivo e

non con ciò che è morto come una foto , poiché attraverso gli occhi e il vedere scorre l’anima della

nostra essenza.

Ora osserviamo il crop riportato nell’immagine , ebbene alla luce di ciò,crop e avatar

potete forse dire che state -solo- osservando una foto?. O forse chi si manifesta attraverso I cerchi

benissimo sa, come effettivamente funziona il nostro vedere , sentire , ricordare , fermare nella

nostra mente, qualcosa che essendo simbolo, è e sarà matrice di un sentire , intuire , pensare e

capire qualcosa, che pur essendo invisibile risiede dentro e fuori di noi?E’ così difficile immaginare

come in quei -segni- ,voluti fermi , per aiutarci nella nostra opera d’intelligenza, ci sia un qualcosa

di archetipicamente vivo , in grado di entrare dentro di noi e legarsi alla nostra -anima- perché essa

ricordi finalmente la strada per ritornare alla sua fonte di pura luce?E’ così difficile pensare che

ogni qualvolta osserviamo un SIMBOLO è lui ad entrare dentro di noi, vivo , e in grado di parlarci

al di là del tempo e dello spazio?Quel cerchio come le centinaia che stiamo osservando da decenni

semplicemente ci sta dicendo –Io ti vedo- per nome e per conto di chi da sempre ci ama.

Michele Proclamato