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Chiudere gli occhi e percepire l’infinito che c’è in ognuno di noi equivale ad aprirli e ammirare l’infinito del cielo.

Forse è proprio questo l’elemento che ci unisce: l’essere infinito.

Una matrice e quindi una sola unica Madre per tutti: la luce, le stelle, le galassie, i pianeti, il sole, la terra, i minerali, le piante, gli animali, l’uomo.

Una matrice che risale alla notte dei tempi, celata per essere protetta e tramandata in ogni Grande Opera umana, in ogni Grande Opera della Natura.

Una Matrice che unisce le culture, le stirpi, i popoli, l’immagine di un Grande Utero, di un Grande Calice, attraverso il quale tutti hanno modificato la materia, un principio alchemico ancestrale, scritto a caratteri cubitali nel nostro data base elicoidale.

Un unico atto d’ amore che ha donato all’Umanità Sacre Energie come il Tempio di Salomone, Platone, il Cenacolo e Isaac Newton.

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Questa è la Sapienza, la Saggezza, la Sacralità che abbiamo appreso durante il seminario di Michele Proclamato dal titolo “Simbolismo e Alchimia”organizzato dall’associazione il 23 e 24 maggio scorso.

Gli studi di Michele si basano sul fatto che da sempre, senza sapere come, l’uomo ha utilizzato in tutti i suoi campi creativi e conoscitivi, un tipo di “ scienza”, termine mai come in questo caso riduttivo, derivata dalla profonda conoscenza vibrazionale della realtà.

Grazie a tale “Scienza”, che in qualche modo si avvicina alle nostre conoscenze quantistiche, era possibile maturare una percezione Cosmica ed Universale dove il Divino rivelava la sua presenza attraverso una totale immanenza in tutti gli aspetti del Creato.

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